di Lorenzo Masellis
Agli inizi degli anni ‘70, la cittadina di Santa Cruz aveva una popolazione di c.a. 40.000 anime. L’abitato si trovava nella baia di Monterey, proprio sul lato opposto a quello della storica capitale dello Stato della California. Il clima temperato, il paesaggio unico, le numerose spiagge e la frescura generata dai boschetti di sequoie creavano un ambiente suggestivo in cui era immersa la University of California. L’università si trovava un po’ fuori, immersa nella tranquillità e nel verde dei boschetti che guardavano la città dall’alto.
C’è chi dice che Santa Cruz si trovi in una finestra di grande energia, aperta sull’Universo. Infatti qui è nata la prima “Unix Company” indipendente, Santa Cruz Operation (SCO), nota per le sue versioni commerciali di questo sistema operativo, e qui hanno avuto dimora molti personaggi del calibro di Alfred Hitchcock, Shirley Temple, Frank Herbert (il pianeta Arrakis, gli Atreides e gli Arkonnen, la Gilda Spaziale, il “Kwisatz Haderach“, Dune, questi nomi vi ricordano qualcosa ?), i Doobie Brothers, Santana, Gregory Bateson e …
Richard Bandler era cresciuto a San Jose, in California, si era diplomato alla scuola secondaria, per poi andare al college di Los Altos Hills; dopo un paio d’anni si era però trasferito all’università di Santa Cruz dove si era iscritto alla facoltà di Matematica ed Informatica.
In quel periodo, gli studenti dell’università erano liberi di seguire anche lezioni di altri corsi di laurea, e l’attenzione di Bandler si era progressivamente spostata verso le Scienze Comportamentali e la Psicoterapia, con un particolare interesse per la terapia della Gestalt di Fritz Perls.
Bandler aveva conosciuto Robert Spitzer, il proprietrario della casa editrice Science and Behavior Books, che gli aveva affidato l’incarico di revisionare il manoscritto e gli appunti di Perls, relativi al suo ultimo libro, che Spitzer ancora non riusciva a pubblicare. Grazie al lavoro di Bandler il libro venne terminato e fu pubblicato con il titolo di “The Gestalt Approach: eyewitness to therapy” (”L’approccio della Gestalt - Testimone oculare della terapia”, ed. Astrolabio).
Uno dei vantaggi di essere uno studente del quarto anno dell’università di Santa Cruz, era poter organizzare dei propri seminari, la cui frequenza aveva valore al fine del conseguimento della laurea, proprio come le lezioni di un professore; fu così che Bandler, con l’aiuto del suo amico e compagno di studi Frank Pucelick, decise di creare un seminario per insegnare la terapia della Gestalt. La prima classe del seminario si svolse al Kresge College dell’università nella primavera del 1972.
Le classi del seminario di Bandler, venivano tenute in una stanza con il pavimento coperto da tappeti; una serie di cuscini veniva messa lungo tutte le pareti e due altri cuscini erano posti in modo strategico al centro della stanza. Gli studenti venivano e si sedevano più o meno in circolo e quando Bandler arrivava si metteva su uno dei due cuscini al centro, sistemava accanto a se le cose che gli potevano servire (sigarette, fazzoletti di carta, …) e poi chiedeva: “Chi vuole essere il primo a lavorare?”. A quel punto iniziava una gara tra gli studenti, su chi sarebbe riuscito a convincere chi, dell’importanza di essere il primo a risolvere i propri problemi …
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n.d.a.: ho liberamente estratto il racconto dal libro “The Wild Days: NLP 1972 - 1981″ scritto da Terrence L. McClendon. Terrence è stato uno degli studenti dell’Università di Santa Cruz, CA, che parteciparono ai gruppi in cui Bandler e Grinder sperimentarono i primi modelli della PNL. Il libro non è più in commercio e può essere richiesto direttamente all’autore: http://www.nlpaustralia.com.au/products.htm#The_Wild_Days_of_NLP .


